Fenomeno in crescita già da diversi anni, il turismo legato alla bicicletta è letteralmente esploso dopo la pandemia con la (ri)scoperta da parte di tante persone di una forma di viaggio diversa, più legata all’esperienza e all’emozione che al “consumo” di mete e offerte.

Dal bikepacker che parte da casa in bici al turista che sceglie le due ruote per un’escursione giornaliera, sono tante le forme di viaggio in bici che contribuiscono all’indotto complessivo del cicloturismo in Italia.

Secondo il rapporto di ISNART realizzato in collaborazione con Unioncamere e Legambiente, nel 2022 le presenze legate al cicloturismo in Italia sono state pari a 33 milioni, il 4% delle presenze turistiche nel paese, con un indotto economico pari a 4,1 miliardi di euro.

Per consolidare e trattenere questo flusso e portarlo anche nelle aree che ancora accusano un ritardo su questo terreno, è importante lavorare su più fronti, dalle infrastrutture alla cultura dell’accoglienza alla formazione degli operatori. Fondamentali anche i servizi rivolti al ciclista, che tendenzialmente sceglie strutture e operatori capaci di fornire un plus di attenzioni dedicate a chi sceglie la bici.

Per una struttura che si trovi nei pressi di una strada frequentata da ciclisti, di una ciclovia o di una destinazione particolarmente ambita dai ciclisti, tanti sono gli accorgimenti che possono cambiarne la percezione e renderla più attrattiva per il cicloviaggiatore che deve scegliere a chi rivolgersi.

cicloturismo
Foto: Riccione Piadina

Disporre di uno spazio adeguato per il parcheggio o ricovero delle bici ad esempio è fondamentale. Per i cicloviaggiatori la bici è il mezzo da cui dipende la buona riuscita del viaggio, spesso costoso ed equipaggiato con attenzione con accessori e attrezzature ad hoc.
Lasciarlo in un sottoscala aperto o peggio non avere uno spazio per parcheggiare durante la pausa pranzo è motivo per non scegliere un hotel o un ristorante. Allo stesso modo accorgimenti ulteriori come mettere a disposizione qualche attrezzo per le riparazioni veloci, una pompa o un punto di ricarica per le bici elettriche è al contrario un motivo per scegliere di fermarsi .

Essere pronti ed attrezzati fa sì che il ciclista si percepisca come atteso e benvenuto, e questo fa la differenza. L’esperienza che si porterà a casa, che si racconterà, si condividerà sui social generando un passaparola proficuo per il movimento cicloturistico, dipende più dall’accoglienza che dal luogo.
In Romagna si è costruita una florida industria del turismo su questo principio, che ha fatto dell’accoglienza e dei servizi il fiore all’occhiello di una riviera che non può vantare il mare più bello d’Italia.

Proprio qui l’esperienza di alberghi che lavorano da anni con il cicloturismo dimostra il potenziale enorme di questo settore. Si tratta tuttavia di esperienze isolate di chi ha saputo comprendere l’importanza di un certo tipo di cura del cliente ciclista. Questo significa che resta ancora tanto da fare, ma anche che, per chi saprà cogliere l’opportunità, il futuro è roseo.

Clorofilla crede profondamente in un turismo meno impattante sull’ambiente, capace di mettere in movimento le persone e di portarle a comprendere la bellezza dello spostarsi in bici e di scoprire il ritmo dolce della bicicletta. E’ così che viaggiare diventa una forma di educazione. Noi per primi siamo cicloviaggiatori  e siamo al fianco di chi crede in un’ospitalità attenta al benessere delle persone e all’idea di restituire significato al viaggio. Come sempre, la bici è uno strumento potente. Mettiamo le persone nelle condizioni di usarlo al meglio per migliorare il mondo.

Buona estate e buone vacanze a tutti da Clorofilla.